La guerra e la tristezza
12 octubre 2023
Siamo sconvolti e impressionati dalla crudeltà con cui ha agito Hamas. Non è necessario essere esperto di geopolitica o del Medio Oriente per formulare un giudizio sui fatti. Abbiamo i criteri nella nostra stessa esperienza. 
I dettagli della strage perpetrata da Hamas nel Kibutz di Kfar Aza, dove sono stati uccisi bambini a sangue freddo, ci hanno nuovamente sconvolto.
Dal sabato siamo sconvolti e impressionati dalla crudeltà con cui ha agito Hamas. Il conflitto è lungo e intricato. Ciò che ha fatto Hamas non ha alcuna giustificazione. Per questo è più opportuno che mai che Israele risponda in modo proporzionato.
Tutti ci chiediamo come sia possibile causare tanto male. All’orrore si unisce l’inquietudine su ciò che potrebbe accadere non solo in Medio Oriente ma in tutto il mondo con questa nuova guerra. Prima di addentrarci in nuove analisi, prima di distribuire colpe, dobbiamo riconoscere che negli ultimi giorni abbiamo avuto un sentimento di rifiuto. E quel sentimento, quella prima impressione, è la migliore indicazione per poter valutare e capire cosa sta succedendo, per addentrarci nella complessità di una situazione così dolorosa. Non è necessario essere esperto di geopolitica o del Medio Oriente per formulare un giudizio sui fatti. Abbiamo i criteri nella nostra stessa esperienza.
Qualunque sia la nostra ideologia, l’orrore che abbiamo provato e che proviamo ci indica che la mancanza di rispetto per la vita e per la libertà degli uomini, delle donne e dei bambini è ingiusta, aberrante. È difficile trovare il filo della prima ingiustizia che ha impigliato tutto in Terra Santa. Ed è praticamente inutile mettersi a cercarlo. Tutti abbiamo pensato in questi giorni che bisogna fermare una spirale di vendette, una escalation che dura già da 70 anni. Tutti abbiamo esperienza del fatto che il nostro desiderio di giustizia, che è infinito, non si soddisfa con la vendetta. Abbiamo tutti intuito in qualche momento che anche quando siamo vittime desideriamo liberarci dal male subito, non restare ancorati all’offesa, all’infamia. La giustizia, come molti altri desideri, spesso non si realizza come avevamo pensato, come avevamo immaginato inizialmente. Siamo più umani quanto più intensamente desideriamo la giustizia, quanto più siamo disposti ad accettarla non appena c’è una possibilità che si materializzi, anche se non ha la forma che le avevamo dato nella nostra immaginazione.
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