Un atto di cura di noi stessi e del mondo

Cultura · Marika Zurlo
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13 marzo 2026
Mariangela Gualtieri, una delle più grandi poetesse italiane viventi, guida alla lettura della poesia e insegna a godere di parole che parlano a me ora. Mariangela Gualtieri

Parole che, attraverso di lei, accadono. Siamo solo cento, invitati a recitare al microfono, sul palco, i versi che ciascuno ha scelto di portare. Liberamente una persona comincia. Adagio, con discrezione la poetessa interviene, correggendo e guidando il lettore. Occorre impegnare tutto di sé, la voce, il cuore, il pensiero per servire i versi di un altro e non servirsene.

Mariangela Gualtieri, sicuramente una delle più grandi poetesse italiane viventi, diretta ma delicata, fa scoprire come stare dentro la poesia, come «passare dalla maschera della recitazione ad essere nudi, semplici, freschi. È un esercizio non di stile, ma di posizione umana, spesso da conquistare lì in diretta per riscrivere la poesia con l’emozione che muove la voce. La poesia vuole la verità di chi legge: allora arriva al cuore e vive». Si fanno pause, silenzi anche lunghi. Bisogna spogliarsi dell’enfasi e del compiacimento, imparando a godere di parole che parlano a me ora.

In cerca di pace, a cura del centro culturale Città Ideale di Pesaro, è una serie di incontri che prendono il via nel pieno dei conflitti tra ucraini e russi, israeliani e palestinesi, americani e iraniani. Precisazione importante, se si pensa che una proposta – in collaborazione con l’AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali) e il Comune di Pesaro – consiste nel laboratorio di poesia guidato da Mariangela Gualtieri.

Perché la poesia? Cosa c’entra? Risponde la stessa artista con l’invito a quello che ha definito L’arte di dire la poesia. Incontro pratico: «Sarà una gioia per me introdurvi come spero alle meraviglie della poesia orale e guidarvi in questo dire, ora più necessario che mai. (…) Spero di contagiarvi in questo ardore. (…) Contro la violenza e la guerra (…) recitare una poesia, farlo semplicemente e bene, è ora un atto di cura di noi stessi e del mondo. La poesia è la migliore alleata e vale la pena farcela arrivare vicino, tenerla con noi, in noi, (…) e al momento giusto recitarla a chi è accanto, fare questo inconsumabile dono».

Più volte, solo ascoltando, ci sorprendiamo profondamente commossi perché questa esperienza accende tutte le spie dell’umano, diventa un atto di cura di noi stessi e del mondo. Ci vuole coraggio per amare ed accogliere la propria umanità anche in tempo di guerra:

(…) Ma tu non credere a chi dipinge l’umano
come una bestia zoppa e questo mondo
come una palla alla fine.
Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e
di sangue. Lo fa perché è facile farlo.
Noi siamo solo confusi, credi.
Ma sentiamo. Sentiamo ancora.
Sentiamo ancora. Siamo ancora capaci
di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.
Tocca a te, ora,
a te tocca la lavatura di queste croste
delle cortecce vive.
C’è splendore
in ogni cosa. Io l’ho visto.
Io ora lo vedo di più.
C’è splendore. Non avere paura. (…)
Mariangela Gualtieri, Paesaggio con fratello rotto, Einaudi 2021

Le due ore del laboratorio sono volate e, con il loro impatto potente, sono state l’assaggio che ci ha suscitato la fame di un seguito, magari di un altro momento per condividere la poesia scelta, che non si è fatto in tempo a leggere, quella poesia che ora, inconsumabile dono, si affaccia dalle pieghe della giornata. È rimasto anche il desiderio di usare gli attrezzi del mestiere non solo per il proprio lavoro, ma anche per la vita, imparando da maestri come Mariangela, che vogliamo incontrare ancora.

Anche essere lì in pochi privilegiati è stata una novità, un «di più» che non ci aspettavamo arrivasse proprio dal limite del numero: ogni evento del nostro centro culturale, infatti, è sempre «per tutti», ma questo non equivale necessariamente ad essere in tanti. Quella sera abbiamo visto che si possono raggiungere tutti, solo se ci si prende cura di uno.

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